In un tempo in cui tutto corre veloce e spesso si rischia di smarrire il valore autentico delle passioni, c’è chi continua a credere nella forza concreta dei sogni come motore di crescita personale e collettiva. È il caso di Gennaro Spizuoco, fondatore della Hollywood Animazione, che celebra diciannove anni di attività con “La Festa dei Sogni”, un evento che va oltre il semplice intrattenimento per trasformarsi in un’esperienza sociale, culturale ed emotiva.
Un progetto che mette al centro le persone, le loro storie e la capacità di credere nei propri obiettivi. Il cuore della celebrazione sarà il 25 aprile, data simbolica che per l’agenzia rappresenta un ritorno alle origini e una vera e propria rinascita. A Cimitile, luogo in cui tutto è iniziato, andrà in scena una maratona di quattordici ore ininterrotte, dalle 10 del mattino fino a mezzanotte, con oltre sessanta ospiti tra artisti, sportivi e protagonisti del territorio.
Una giornata pensata come un viaggio tra arte, spettacolo e testimonianze, in cui il sogno diventa protagonista assoluto e condiviso.
In questo percorso si inserisce anche il forte legame con Clementino, simbolo di talento e determinazione nato proprio nello stesso contesto territoriale. Il murales a lui dedicato non rappresenta soltanto un tributo artistico, ma un messaggio potente rivolto alle nuove generazioni: la dimostrazione che anche partendo dalla provincia è possibile costruire un percorso di successo.
Tra celebrazione, identità e futuro, “La Festa dei Sogni” si afferma così come un invito concreto a credere nelle proprie possibilità e a trasformare i sogni in realtà.
Intervista
Gennaro, la tua agenzia, la Hollywood Animazione, celebra quest’anno il suo diciannovesimo anniversario con “La Festa dei Sogni”. Quali sono i punti focali della vostra attività e come è cambiato il vostro mondo in questi due decenni?
In diciannove anni sono cambiate innanzitutto le persone. La nostra agenzia si occupa di animazione e spettacolo a tutto tondo: dai villaggi turistici ai grandi eventi, fino ai matrimoni. La mia vita è interamente improntata sui sogni; era l’obiettivo che volevo realizzare sin da bambino. Oggi coordiniamo oltre cento animatori ogni estate. “La Festa dei Sogni” nasce proprio per celebrare questi traguardi e per sensibilizzare le persone a credere nei propri obiettivi.
Perché valorizzare il mondo dello spettacolo? Qual è il vostro concetto di cultura e arte?
Vengo da una famiglia di teatranti. Per me l’arte è tutto e il teatro è cultura. Lo spettacolo offre momenti di serenità fondamentali per ognuno di noi. Inoltre, ogni evento è irripetibile: quando organizzo una ricorrenza importante sento una responsabilità enorme, perché quel giorno non tornerà. Bisogna investire nello spettacolo con la massima serietà.
Il tuo legame con Clementino: che valore ha dato allo spettacolo?
Definirlo solo attraverso la musica è riduttivo: è un artista a 360 gradi. In un paese come Cimitile è un talento raro, un vero simbolo. Il murales è un omaggio, ma soprattutto un messaggio per i giovani: farcela è possibile. La sua caparbietà e umiltà sono un esempio concreto.
Qual è il segreto per trasmettere l’emozione del sogno a così tante persone?
Il sogno non si spiega, si vive. La mia formula è semplice: far parlare chi ce l’ha fatta. Dire agli altri “provateci”. La nostra festa serve a liberare i desideri delle persone.
La scelta del 25 aprile ha un significato particolare?
È una coincidenza significativa: aprii il mio primo ufficio proprio il 25 aprile 2007. L’anno dopo nacque “La Liberazione dei Sogni”. Oggi è diventata “La Festa dei Sogni”, perché i sogni non vanno solo liberati, ma anche celebrati.
Come scegli gli ospiti?
Cerco persone che abbiano qualcosa da raccontare. Anche chi non è famoso può avere una storia potente.
Cosa rende speciale questa edizione?
Più ospiti, un’area food e soprattutto un momento molto intimo: ricorderemo persone importanti e condivideremo un episodio difficile che abbiamo superato grazie alla forza dei sogni.
Qual è il legame tra sogno e realtà?
Il sogno è il motore dell’azione. La vera felicità non è solo arrivare, ma vivere il percorso. È lì che si scopre il senso di tutto.

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