AMURA guarda al futuro: 3.000 presenze e una nuova stagione di contenuti per il Festival di Altamura

 


La prima edizione si è conclusa, ma per AMURA – Altamura International Film Festival il viaggio è appena cominciato. La manifestazione lascia alle spalle giorni intensi di cinema, cultura e partecipazione e apre una nuova fase dedicata alla condivisione delle storie e delle relazioni nate durante il Festival.

AMURA guarda al futuro: 3.000 presenze e una nuova stagione di contenuti per il Festival di Altamura parte da numeri importanti. Circa tremila le presenze registrate, mentre il 70% degli ospiti e dei professionisti coinvolti è arrivato da fuori territorio e da diverse regioni italiane. Sul fronte digitale, i contenuti pubblicati sul profilo Instagram ufficiale hanno superato le 270 mila visualizzazioni.

Ma il valore della prima edizione non si misura soltanto attraverso i numeri. Il progetto ha creato una rete di incontri, collaborazioni e relazioni tra cinema, territorio, istituzioni, imprese e cultura.



Uno degli elementi più caratterizzanti di AMURA è stato proprio il rapporto con la città. Il cinema ha lasciato le sale tradizionali per entrare negli spazi di Altamura: Piazza Repubblica, l'Ex Conservatorio Santa Croce e LiberHub hanno ospitato proiezioni e momenti di incontro, mentre le passeggiate sul territorio hanno permesso al pubblico di scoprire luoghi, patrimonio e ambientazioni cinematografiche.

La mostra multimediale curata da Donato Germano ha ulteriormente ampliato questa esperienza, anticipando l'apertura ufficiale del Festival e costruendo un percorso tra immagini, memoria e linguaggi contemporanei.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla pluralità degli ospiti. Registi, interpreti, autori e professionisti provenienti da diverse regioni italiane hanno contribuito alla dimensione nazionale della manifestazione. Tra i protagonisti Roberto Chevalier, Marzio Honorato, Corrado Taranto, Francesco Amato, Antonio De Matteo, Adriano Pantaleo e Giuseppe Marco Albano, insieme ai tanti artisti coinvolti nella programmazione.

Madrina della prima edizione Irene Antonucci, mentre Emanuela Tittocchia ha preso parte alla conduzione e agli appuntamenti del Festival.

La volontà di far dialogare linguaggi diversi ha trovato espressione anche nella sezione “Words in Motion”, realizzata in collaborazione con LeggerEdizioni e La Feltrinelli Point Altamura, creando un ponte tra letteratura, cinema e audiovisivo.

Fondamentale anche il lavoro della squadra dietro le quinte, a partire dalla direzione artistica di Cinzia Clemente, insieme a Donato Germano, Marianna Maiullari e ai professionisti coinvolti nella realizzazione dei podcast e dei contenuti.

Il prossimo capitolo sarà digitale. Sul canale YouTube ufficiale verranno pubblicate interviste, podcast e conversazioni, dando vita a un archivio capace di prolungare nel tempo le voci e le immagini della manifestazione.

Nel mese di ottobre AMURA tornerà inoltre fisicamente a incontrare il pubblico con un evento dedicato alla prima edizione e al futuro del progetto.

AMURA guarda al futuro: 3.000 presenze e una nuova stagione di contenuti per il Festival di Altamura, con lo sguardo già rivolto all'8, 9 e 10 luglio 2027, quando il Festival tornerà per la sua seconda edizione.