trailer, trama e cast film Laura Luchetti


Dopo la proiezione in anteprima a Locarno 76, dal 24 agosto nei cinema italiani con Lucky Red La Bella Estate. il nuovo lungometraggio di Laura Luchetti liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Cesare Pavese.

La Bella Estate – Trama e cast

La trama ufficiale: Torino, 1938. A Ginia (Yile Yara Vianello), che si è appena trasferita in città dalla campagna, il futuro sembra offrire infinite possibilità. Come tutte le ragazze della sua età vorrebbe innamorarsi, e trova il suo uomo in un giovane pittore. A condurla alla scoperta degli ambienti artistici della Torino bohémien è Amelia (Deva Cassel): poco più grande, sensuale e provocante, è diversa da tutte le persone che abbia conosciuto in vita sua, e pronta a scuotere le sue certezze. Divisa tra il senso del dovere e la scoperta di un desiderio che la confonde, Ginia è travolta da emozioni a cui non osa dare un nome. Durante la sua “bella estate” si arrende finalmente ai propri sentimenti, celebrando il coraggio di essere se stessa.

Il cast include anche Nicolas Maupas, Alessandro Piavani, Adrien Dewitte, Cosima Centurioni, Gabriele Graham Gasco, Anna Bellato e Andrea Bosca.

La Bella Estate – Trailer e video

Nuova clip ufficiale pubblicata il 12 agosto 2023

Nuova clip ufficiale pubblicata il 15 agosto 2023

Nuova clip e spot tv ufficiali pubblicati il 21 agosto 2023

Nuova clip ufficiale pubblicata il 27 agosto 2023

Curiosità sul film

La Bella estate (Foto di Matteo Vieille)
  • Il cast tecnico: montaggio di Simona Paggi / fotografia di Diego Romero Suarez Llanos / scenografia Giancarlo Muselli / arredamento Marco Martucci / costumi Maria Cristina La Parola / hair & makeup Katia Lentini & Pablo Cabello, / casting Florinda Martucciello & Federico Mutti / suono in presa diretta Vito Martinelli.
  • Produttori Giovanni Pompili e Luca Legnani, produttori associati Giovanna Foglia, Daniele Gentili, Andrea Occhipinti. Una produzione Kino Produzioni con Rai Cinema e 9.99 Films, in collaborazione con Lucky Red, True Colours e Tapelessfilm, con il supporto di MEDIA, MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, sviluppato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Film Tv Development Fund, con il contributo del POR FESR Piemonte 2014-2020 – Azione III.3c.1.2 – bando “Piemonte Film TV Fund”. Il film ha ottenuto la certificazione Green Film.

Il romanzo originale

Cesare Pavese, 1950. (Photo by Fototeca Gilardi/Getty Images).

Cesare Pavese (1908-1950) è uno degli autori ancora oggi più venduti in Italia. Lo leggono gli adolescenti, che lo scoprono a scuola, e lo rileggono spesso gli adulti. E se un classico è, come sosteneva Italo Calvino – di cui Pavese fu mentore e amico – un libro che non ha smesso di dirci le cose che aveva da dirci, allora ecco che La bella estate centra perfettamente il bersaglio.

Le parole di Cesare Pavese hanno mantenuto il loro suono inconfondibile e colpiscono oggi per la loro profonda modernità. Pavese cresce durante l’ascesa del fascismo in un paese che insegue affannosamente la modernità ma che è ancora profondamente radicato nelle tradizioni e nei ritmi rurali. All’abbraccio materno della campagna, che accoglie i corpi dei personaggi e li protegge, Pavese contrappone l’emozione elettrizzante della città, che è anche tentazione e pericolo. Per parlarne ha bisogno di inventare un linguaggio nuovo con il quale offre una visione della realtà disincantata ma allo stesso tempo mitizzata propria dell’adolescenza.

Nei suoi romanzi Pavese sa raccontare l’ineffabile sentimento dell’estate della giovinezza, delle giornate passate in attesa di qualcosa che non si sa cosa sia, la tentazione di sfidare le convenzioni in un mondo che sembra sull’orlo di precipitare. Quello che Pavese stesso chiama “il bisogno baldanzoso di violare la norma, di toccare il limite”.

La bella estate, scritto nel 1940, è stato pubblicato per la prima volta nel 1949, un anno prima del suicidio dell’autore, in un volume che conteneva altri due romanzi brevi: Il diavolo sulle colline (1948), e Tra donne sole (1949). Con questa raccolta Pavese vince nel 1950 il Premio Strega. Della stessa raccolta nel 1955 Michelangelo Antonioni adatta il racconto Tra donne sole nel film Le amiche, vincitore del Leone d’Argento al Festival di Venezia. L’altro racconto, Il diavolo sulle colline, diventerà invece un film tv nel 1985 per la regia di Vittorio Cottafavi. La bella estate è l’unico dei tre racconti a non aver ancora avuto una trasposizione cinematografica.


Primo romanzo della trilogia dal titolo omonimo. Scritto nella primavera del 1940 e pubblicato nel 1949 insieme a “Il diavolo sulle colline” e “Tra donne sole”, “La bella estate” è, come affermò lo stesso Pavese, la “storia di una verginità che si difende”, il racconto dell’inevitabile perdita dell’innocenza. Sullo sfondo di una Torino grigia e crepuscolare, si dipana la dolorosa maturazione di un’ingenua adolescente: nell’ambiente corrotto e sregolato della bohème artistica torinese, Ginia si innamora di un giovane pittore da cui, dopo resistenze interiori e rimorsi malcelati, si lascerà sedurre. È l’inizio di un amore disperante, carico di attese e vane illusioni, destinato a consumarsi nel breve attimo di una stagione. Un romanzo intenso e delicato che narra l’iniziazione alla vita, nella fase che segna, con la scoperta dei sensi e della tentazione, il passaggio dall’adolescenza alla maturità e la consapevolezza del proprio inevitabile destino. «A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline…»

Il romanzo “La Bella Estate” è disponibile su Amazon.

Note di regia

La Bella Estate – (c) foto di Matteo Vieille

Cesare Pavese parlando del romanzo “La bella estate” lo descrive come la storia di “una verginità che si difende”. Nel film forse ora è divenuta è la storia di una “verginità che si trasforma”.

È la storia di un corpo, quello di Ginia, che cresce, desidera, vuole esser visto e amato. La storia di qualsiasi donna che entra nell’età adulta, in qualsiasi epoca in qualsiasi luogo.

Il meraviglioso sguardo “femminile” di Pavese sul mondo, sui desideri, sull’amore e sugli uomini è il punto di partenza dell’adattamento cinematografico. Un salto fatto con amore e terrore.

Il romanzo di Pavese, scritto circa ottantacinque anni fa, mi ha parlato alla prima lettura. Mi è sembrato subito cosi universale, cosi moderno.

Ginia, una giovane donna che cerca sé stessa, nel timore di non essere all’altezza e di non poter sperimentare con la propria sessualità incontra un’altra giovane donna, Amelia, che la conduce in un mondo nuovo, pieno di tentazioni, falsi sogni e fragilità. La trascina in un mondo bohémien, libero, sfacciato, senza troppi pregiudizi: il mondo dell’arte, della rappresentazione.

Perché il film è anche un film sulla rappresentazione, sul desiderio di esser visti con gli occhi di un altro, di essere dipinti, ritratti, immortalati e quindi esistere. Ginia insegue questa illusione negli Anni Trenta cosi come una ragazza oggi desidera avere la propria foto, il proprio ritratto sui social, ed esser ammirata, ricevere approvazione ed esser finalmente qualcuno.

Il romanzo ha una tale eco nel contemporaneo, che raccontare una storia come quella di Ginia mi ha dato l’opportunità di veder il mondo con i suoi occhi, con quelli di una giovane donna, di tante giovani donne come lei nel tormentato momento dell’identificazione della propria sessualità, della crescita, della propria libertà.

Gli uomini per questa volta rimangono in ombra, nel loro esser predatori ed esseri fragili, vittime del loro ruolo. Lo sguardo di Pavese è severo nei loro confronti, io ho voluto ammorbidire quella severità ma non tradire quel racconto.

Ginia attaccata su tutti i fronti, da ciò che le dice la società, la propria educazione ed il contesto in cui vive si da ad un uomo perché questo è ciò che fanno tutte le sue amiche, e nel dolore che sente tradendo sé stessa, capisce la verità dei suoi veri sentimenti ed ha il coraggio di liberarsi.

Solo il personaggio del fratello, una mia piccola licenza artistica, ha la dolcezza di un fratello di oggi, un fratello “moderno” che capisce per primo i patemi della sorella, che gioca a fare da padre, ma che diversamente da tutti gli altri non giudica.

L ‘estate di Ginia è l’Estate di ogni ragazza che abbia dovuto fare una scelta. Il film è il racconto di questo momento importante ed universale in cui si diventa adulti, in cui si trattiene il respiro e si mette in atto la libertà più grande, quella di scegliere come amare e senza paura. [Laura Luchetti]

Laura Luchetti – Note biografiche

Laura Luchetti (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for ABA)

Regista e sceneggiatrice, Laura Luchetti ha scritto e diretto film, serie televisive, cortometraggi di animazione, documentari e produzioni teatrali.

Il suo primo film, Febbre da fieno (2010) è stato distribuito in Italia da The Walt Disney Company Italia e ha partecipato a numerosi festival internazionali.

Ha diretto due corti di animazione: Bagni (2016), entrato nella cinquina dei Nastri d’argento, e Sugarlove (2018), selezionato alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia e premiato con il Nastro d’argento.

Il suo secondo lungometraggio, Fiore Gemello (2018) è stato selezionato all’Atelier del Festival di Cannes e al Sundance Screenwriters Lab, ed è stato presentato tra gli altri ai festival di Toronto, Londra e Busan.

La serie Nudes (2021), diretta da Luchetti (e che le è valsa il Premio Maximo), è andata in onda su RaiPlay raggiungendo oltre un milione spettatori nella prima settimana.

Il suo ultimo film, La bella estate, è stato selezionato in Piazza Grande al 76. Festival di Locarno. Attualmente è sul set della serie Netflix Il Gattopardo ed in preparazione per la seconda stagione di Nudes.

FILMOGRAFIA
1997 – “In Great Shape” cortometraggio 16 mm – London- English Language- Regista
Selezionato e premiato in molti Festival Italiani
2003 – Official Making Of del film “Cold Mountain”- Regista e Produttore
2003 – “Climbing Cold Mountain” Regista e Producer – Documentario sul Regista
Anthony Minghella. Prodotto da Channel 4 e Miramax.
2006 – “La Tartaruga” cortometraggio Director, Scritto e Prodotto– Roma
Selezionato in molti Festival nel mondo : Corta ! International Cortometraggio Festival,
Porto, Portugal. Australian Intl. Festival, Fano Intl. Film Festival.
2007 – “The Sea” cortometraggio Director, Scritto e Prodotto. Rome- English Language
Selezionato a ReelHart Intl. Film Festival Toronto; Fano Intl. Film Festival
2008– “Il Giardino del Maestro” theatre play – Regista & Sceneggiatrice
2008 – “Roma for You”- Video for Charity Organization
2009 – “Feisbum” feature film- Regista & Sceneggiatrice di due episodi
2009 – “La Natura della Musica” commercial for SKY Classica
2011 – “Febbre da Fieno” feature film, Scritto e diretto. Prodotto da Donkadillo Films,
DAP and Walt Disney,distribuito by Walt Disney.
2012 – “Incognita Poesia” Music Video, Artist : Giordana Angi (Warner Music)
2014 – Video Art Installation – “Searching” – Consenses International Art Project U.S.A.
2015 – ” Bagni” Cortometraggio Stop Motion – Scritto e diretto
2016 – ” Come la Neve” Music Video- Artist : Boosta-
2018 – “Fiore Gemello” – Feature Film – Scritto e diretto
2018 – ” Sugarlove” – Stop Motion Cortometraggio – Scritto e diretto

La Bella Estate – Colonna sonora

La Bella Estate – (c) foto di Matteo Vieille

Le musiche originali del film sono di Francesco Cerasi ed edita da Edizioni Curci. La colonna sonora, registrata dal compositore insieme all’Orchestra di Roma, è ispirata alla tradizione musicale tardo romantica e la sua struttura sonora si rifà in parte al minimalismo, caratterizzato da un forte impianto melodico, creando così un’esperienza musicale coinvolgente e suggestiva.

«È una musica ricca di attese, ho una grande passione per gli elementi diluiti nel tempo della composizione, così come nella struttura della colonna sonora stessa – racconta Francesco Cerasi – Sono convinto che il compositore debba scrivere sia il suono che il silenzio, sia nel pensiero breve (la singola composizione) sia in quello lungo (l’intera colonna sonora del film). Spero di esserci riuscito».

«Il brano “La Bella Estate”, che non è stato sincronizzato all’interno del film ma è presente nella tracklist, è il primo che ho scritto per questo progetto – dichiara il compositore – da qui sono partite le altre linee melodiche della colonna e l’armonia dei brani è quasi sempre derivata da questo brano».

Nato a Bari nel 1980, Francesco Cerasi è un compositore, produttore musicale e titolare di brevetti italiano. Ha scritto la sua prima colonna sonora nel 2004 e da allora ha firmato più di 60 titoli tra cinema, tv e documentari. È il promotore ed ideatore di “Audioarte”, il primo progetto europeo dedicato alla composizione di opere musicali legate all’arte pittorica. Scrivendo musica dedicata ai quadri, ha inaugurato l’iniziativa nel 2010 alla Galleria Nazionale di Roma, dove la sua mostra, realizzata con il sostegno del Mibact, è stata visibile per due mesi nel 2011. Collabora con registi italiani e stranieri e i film di cui ha firmato la musica sono stati distribuiti in Italia e all’estero, ricevendo numerosi riconoscimenti, anche in ambito musicale, tra cui il Nastro d’argento per miglior canzone originale nel 2011. Alcuni brani sono stati utilizzati per spot e serie tv, italiane e straniere, tra cui “Killing Eve” prodotta da BBC e distribuita in tutto il mondo. Si dedica allo sviluppo di tecnologie dedicate al rapporto tra il suono e lo spazio, come Eyesound e Soundview, create per dare la possibilità ad ipovedenti e portatori di gravi handicap visivi, di orientarsi nello spazio e a percepire i colori della realtà circostante, attraverso il suono. Nel 2020 apre la società di produzione ed edizioni musicali “Bonimba”. Negli ultimi anni ha continuato a scrivere colonne sonore per il cinema e la tv, tra cui “Bentornato Presidente” (di G. Fontana e G.G. Stasi, 2019), “Io ricordo, Piazza Fontana” (di F. Miccichè, 2019), “Cambio Tutto!” (di G. Chiesa, 2020), “Una notte da Dottore” (di G. Chiesa, 2021), “Questo è un uomo” (di M. Turco, 2021), “Gli idoli delle donne” (di E. Puglielli, Lillo e Greg, 2021), “Con chi viaggi” (di YouNuts!, 2022), “Sono Lillo” (di E. Puglielli) e “The Bad Guy” (di G. G. Stasi e G. Fontana, 2022). Le sue ultime produzioni sono le colonne sonore di “Il più bel secolo della mia vita” (di A. Bardani, 2023), “Gigolò per caso” (di E. Puglielli, 2023), “Anima Gemella” di F. Miccichè, 2023).

1. La bella estate
2. L’assenzio
3. Doler d’amor
4. Ginia e Torino
5. Amelia’s dream
6. Il fiocco
7. Marcia dei desideri
8. Innocence d’une muse
9. Souvenir nocturne
10. L’assenzio v2
11. Viali
12. La bella estate (provino solo piano)

La colonna sonora del film è disponibile  su Spotify e Amazon.

La Bella Estate – Foto e poster



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